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Archeologia e storia

     

 

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Un tesoro archeologico a due passi dal mare…

 
Con cura e pazienza gli archeologi riminesi hanno ridato vita a un patrimonio storico unico al mondo, una domus romana del II secolo d.C., venuta alla luce nel 1989 e consegnata alla città dopo 18 anni di paziente restauro.
 
Lo scavo della Domus del Chirurgo ha avuto inizio nel 1989, in seguito a un piccolo sondaggio effettuato durante lavori di riassetto della pavimentazione e dei giardini della Piazza Ferrari a Rimini. L'affiorare di resti murari, intonaci dipinti e macerie ha suggerito un controllo puntuale che , raggiungendo il livello di pavimenti di età romana imperiale, ha riportato alla luce il primo nucleo dei materiali chirurgici che hanno dato il via al grande scavo archeologico oggi visibile.
 
La Domus del chirurgo, a due piani, si affacciava direttamente sul mare, arretrato di 1 Km rispetto a oggi. Di notevole interesse è il gran numero di reperti e mosaici ritrovati all’interno: ben conservati, hanno permesso una fedele ricostruzione della casa e dell’identità del proprietario, oltre a far luce su un passato affascinante.

Il reperto forse più eccezionale è una collezione di ben 150 strumenti chirurgici, che non hanno lasciato dubbi circa l’identità del padrone di casa: un medico. Pare che Eutyches, questo il suo nome, provenisse da ambienti ellenici, e, come spesso accadeva nell’antichità, si fosse poi formato sui campi di battaglia. In effetti, gli strumenti ritrovati venivano usati soprattutto per traumi ossei e ferite, lasciando presagire che Eutyches fosse un medico militare.

La Domus possedeva muri di argilla che poggiavano su zoccoli in muratura.
Da un corridoio interno si accedeva da un lato a un giardino interno, dall’altro a varie stanze. C’era una sala da pranzo (triclinium), una camera da letto (cubiculum) e due stanze di soggiorno. Una di queste reca un prezioso mosaico raffigurante Orfeo tra gli animali. E’ la stanza dove il medico visitava e operava i suoi pazienti, un vero e proprio ambulatorio. Erano poi presenti ambienti minori, come una stanza riscaldata (ipocausto), una latrina e al piano superiore cucina e dispensa.

Il crollo del tetto in seguito a un incendio, nella seconda metà del III secolo d.C., ha permesso l’ottima conservazione di mosaici, arredamenti e utensili.
 
Visitando la Domus si possono apprezzare i mosaici, mentre i ferri chirurgici e i vari utensili sono conservati al Museo della Città.
 
Lo scavo della Domus del Chirurgo ha portato alla luce anche altre strutture interessanti, evidenziando una notevole stratificazione storica, tra cui i resti di una abitazione tardo imperiale e le tracce di un insediamento altomedievale, con un grande sepolcreto sottostante.
 
 
 
 
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