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Cultura e tradizioni

 


   

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La storia dell'oro bianco
La storia di Cervia e dei cervesi è sempre stata legata alle Saline e al sale.
Nell'antichità, quando il sale era quasi l'unico metodo per conservare gli alimenti, la sua importanza commerciale e il suo valore erano enormi; la città prosperava quando il raccolto era abbondante e stentava quando le annate erano cattive. Furono quindi molti nel corso dei secoli a disputarsi il possesso delle Saline di Cervia.
Le prime notizie storiche della Salina di Cervia risalgono all'VIII secolo. Probabilmente furono i pastori umbri, che durante l'estate scendevano a valle con il bestiame, i primi a frequentare questi luoghi e a raccogliere il sale che si depositava sulla costa. Notizia certa è che furono i coloni greci a fondare Ficocle, nucleo da cui derivò Cervia antica e furono anche i primi a costruire le saline per una maggiore e migliore raccolta del sale. Si ritiene  anche che gli Etruschi prima e i Celti dopo abbiano avuto il monopolio della produzione del sale ma è nel periodo romano che la saline fiorirono.
Anticamente la Salina era costituita da 150 piccole saline a raccolta multipla, dal 1959 poi è stato adottato il sistema a raccolta unica andando a sostituire le piccole saline con una decina di grandi bacini salanti. 
 

La Salina oggi 
La Salina di Cervia si estende su una superficie di 827 mq.  Un canale immissario la collega al mare,  permettendo l'ingresso dell'acqua in regime di alta marea. Un canale emissario funge da scolo delle acque marine, una volta private dei sali che si sono depositati durante il processo. Il metodo di lavorazione definito per bacini differenziati o alla francese consiste nel separare i numerosi sali dell'acqua marina al fine di ricavare cloruro di sodio il più puro possibile. L'intera superficie è suddivisa in due parti fondamentali: una zona evaporante, dove avviene la concentrazione dei sali, e una zona salante, dove si ha la precipitazione e la raccolta del cloruro di sodio.


La Salina Camillone
Unica salina superstite delle circa 150 saline a raccolta multipla, la Camillone ha una estensione molto ridotta, con una superficie evaporante di circa 2 ettari e una salante di 2650 mq. Ancora in funzione grazie all'attività volontaria del Gruppo Culturale Civiltà Salinara, produce annualmente circa 1000 quintali di sale di qualità elevatissima.
Per la raccolta, che avviene da giugno a settembre anche due volte alla settimana, vengono utilizzati gli attrezzi da lavoro tradizionali, con nomi dialettali di chiara origine tardo-romana, come la panira e il zurnét. Oltre a questi è possibile vedere le barche di ferro, burchielle, con cui veniva trasportato il sale lungo i canali fino ai magazzini e le garitte un tempo occupate dalle guardie di finanza.
La Salina Camillone rappresenta una sorta di museo del sale a cielo aperto unico in Italia.
Nel primo weekend di settembre ogni anno, nell'ambito di Sapore di Sale, si può assistere alla rievocazione storica della rimessa del sale.
 

Cervia vecchia e Cervia nuova
Cervia vecchia sorgeva al centro della Salina e occupava una superficie di 20 ettari. Circondata da un alto terrapieno, la città era costituita da una vasta piazza, un palazzo pubblico, un'antica rocca risalente ai Da Polenta, due conventi e sette chiese, tra cui quella dedicata alla Madonna della Neve, unica costruzione ancora oggi visibile.
Cervia vecchia fu demolita per le pressioni degli abitanti della città, decimati dalla malaria e dalle condizioni di vita insalubri. Posto di fronte alla minaccia di perdere la produzione del sale, il Papa Innocenzo XII assecondò le richieste dei cervesi e fece costruire la città a est, nella posizione attuale, utilizzando tutto il materiale di Cervia vecchia e facendone giungere altro dal mare.
Cervia nuova sorse su disegno del romano Bellardino Preti, a forma di rettangolo con un perimetro di circa 800 metri. La cinta esterna, oggi chiamato il Quadrilatero dei Salinari, comprendeva 48 abitazioni che potevano ospitare oltre 150 famiglie di salinari, un piccolo ospedale, una caserma, un macello e il teatro.
Poco al di fuori del quadrilatero erano collocati due grandi magazzini del sale, mentre dalla Torre San Michele le guardie avvertivano con una campana la popolazione in caso di incursioni piratesche. La costruzione della nuova città fu ultimata nel giro di dieci anni. Nel 1708 il tesoriere di Romagna Matteo Conte ne prese possesso a nome della Camera Apostolica.

Curiosità
Il nome di Cervia deriva dalla leggenda per cui un giorno un cervo, uno dei tanti che popolavano l'antichissima pineta, si inginocchiò in segno di devozione davanti al vescovo di Lodi, in visita in questi luoghi. L'immagine è stata ripresa nello stemma della città.
Più prosaicamente, diversi studiosi pensano che la radice del toponimo sarebbe da ricercare nella parola latina acervus (cumulo), alludendo ai mucchi di sale che come montagne biancheggiavano nella città vecchia.
Altre teorie traggono l'origine dal nome dell'allora diffuso culto della dea Cerere.

 

 

 

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